venerdì 30 aprile 2010

IL FIORE DELLE STELLE


Il Fiore delle Stelle

I Maghi in su le scale,
in terra svelti riversavano,
degli Avi il Fuoco Antico, che veniva fuori
dalle Loro Grandi Bocche,
di quelle Sagge e Amate…
le Gigantesche Giare.
Il fiume arrivò in piena;
rapida la grande massa rossa,
a tale avviso,
si alzò in alto verso il cielo,
a prender forma di un’immensa sfera,
formata da uccellini, di un volo speculare,
complici, di mille Pesci Ambrini,
anch’essi alla ricerca
di ventre protettivo,
nel guscio di una notte repentina.
Tutti si fermarono a guardare
quel che succedeva in cielo,
per via di questa grande sfera che brillava
illuminata dalla luce della luna,
che rifletteva sull’ali assai dorate, di tutti gli uccellini,
e sulle argentate pinne degli Ambrini pesciolini;
proiettando a specchio, in tutto l’emisfero,
questa immagine perfetta,
che si sdoppiava adunque per magia,
per altre ancora cento e mille sfere.
Sembravano lanciate a girotondo,
mosse dalle mani,
di un Antico, Esperto Mago Giocoliere,
avanti e poi ritorno, di un gioco indefinito
e senza tregua, a perdersi in eterno,
l’immagine smarrita,
in quello Eterno, Lungo Spazio Universale.
Scimmie scoiattoli e scorpioni con la foga dei leoni
discutevano il problema di Archimede;
”Se affogherà la Terra o meno,
gettandola nel suo profondo mare sconosciuto!“
Rispondere dobbiamo a questo enigma,
araldo e bando, promossi entrambi,
scesero in paese,
e specie nella principale piazza,
con tutti i vecchi consiglieri;
sindaco, assessori e finanzieri, banda musicale,
e una delegazione straordinaria di piccoli barbieri.
Un popolo sconosciuto,
che aveva già da tempo, appreso la notizia,
subito si apprestò, presentandosi al centro del paese,
che un gran premio c’era in palio a fine mese,
e per installar le invisibil loro giostre,
prima che arrivassero gli Alti Popoli del Nord,
purchè giocasser Puro, li Bambini Trasparenti,
figli di una notte, senza nome e senza mente.
Intanto a scimmie, scoiattoli e scorpioni,
si aggiunsero persone di ogni grado e risma,
che parlavano animosamente,
per trovare tra mille soluzioni la più giusta,
e chi più ne sapeva ne metteva;
ma non era stata già trovata soluzione,
che dalla volta brillantina
dell’emisfero alato della luna,
vedemmo si apparire sui carri di Selene
il Fiore delle Stelle che illumina la Terra.
E presto fu di nuovo giorno.
Intanto a pregare Iddio,
con le orecchie aguzze e l’ali trasparenti,
simili a quelle delle mosche ballerine,
gli Elfi pregavano, implorando che Gran Pace
arrivi in terra, ancor prima immaginare di far festa
per questo evento di Magnifica Maestà,
che tutti sperano presto arriverà.
Ma una fata dispettosa prese il Fiore e lo nascose.
Grave è il danno!
Bisogna presto ritrovarlo... disse il Bianco Vecchio
Saggio del Paese,
che aveva in testa un gran cappello a tre pizzute punte
con forma unica, a cono di gelato, ed era ricoperto
di lucciole e lanterne, così pure il suo vestito,
e in punta ai lunghi baffi,
due sfere di Mercurio Alato per adorno.
In una delle sette otto mani
aveva il suo bastone, che agitandolo parlava,
mentre sugli estremi, tre teste d’aquila
con coda di leone, infine dopo apparse,
e lì lì, spuntavano criniere di cristallo.
Finalmente il Vecchio aprì la sua oscura bocca,
spiccando i suoi tremila denti bianchi
forgiati tutti su ceramica, oro e un pò d’argento.
In piedi e dritto, con lo sguardo lungo del pensiero,
e ben’accorto nel parlare,
con voce microfonica dal diaframma amplificata,
e fotre e tonica ci disse:
“Dimentichiamo per un po’ il nostro molto amato
Astronomo Inventore Scienziato e Matematico
Archimede,
nato mille lune prima a Siracusa,
lasciando a noi da spendere comodo del tempo
per arrivare a soluzione sul tema che ci ha dato”.
Ora a noi riconquistar la luce assai più ci conviene
che solo il beneamato Fiore a noi ci può concedere.
Tutti avremo un gran da fare, affinchè torni,
Navigando, Camminando ed Esplorando,
viaggiando in verticale e in orizzonte,
dalle Americhe alle Australie, e pure d’oltre Oriente.
Solo così potremmo ben sperare
nel poter riavere gioia e vita,
specie per la felicità dei nostri bimbi
e per tutti quelli sparsi per il mondo
che all’istesso modo a noi ci preme
che questo avvenga per tutti nostri figli,
nati in questa terra e in altre sconosciute.
Il Fiore al suo ritorno,
asciugherà le nostre lacrime, rinvigorendo il cuore,
ridonando al mondo intero, Pace e Puro Amore.”
E continuò il discorso:
“Bisognerà scoprire, disse;
Chi è la Fata Dispettosa Strega,
Come si Chiama,
dove e dietro quante forme e insidie si nasconde,
se sotto mille fronde che posson diventar rotonde,
o nei giacigli verdi dei conigli
giammai nascosta tra i capelli delle Spose,
oppure in mezzo a tanti mazzi di mimose,
gialle e pure verdi, mischiata ai pizzi delle rosse rose
e ancor pur, nei grappoli dell’uva,
potrebbe Lei imboscarsi
nella sua amata e inaccessibile dimora.
Da non scartar mai nulla
guardiamo pure fra i dorati riccioli degli Angeli,
non si sa mai dove può essersi riposta,
magari dietro un angolo che gira ad ogni sua richiesta,
dove ad attenderci è una trappola,
da un Orco sorvegliata notte e giorno
che cattura chiunque capita a tiro di sua vista,
e senza alcuna fretta,
farebbe noi sparire in gruppi spalmati sopra i tetti.
Perciò dobbiam scoprire, a tutti i costi,
chi è la Fata Strega Dispettosa.
Assai ed importante
sapere quale in nascita è il suo nome.
È tutto in questo nome,
nascosto è il gran il segreto
che ci darà la chiave per riaver di nuovo luce.
A tutta vista chiederem l’aiuto,
e a tutti gli abitanti che vivono nel mondo,
anche sconosciuti quelli,
e agli altri inesistenti, che vivono soltanto,
nelle nostre menti.
Chissà se questa Strega a ben saperlo,
questo popolo del Sogno,
butterebbe tutto sulla brace di un grande caminetto,
e dopo due minuti,
sarebbero indorati e fritti tutti!
Vabbè, tanto son soltanto sogni.
Non sarebbe grave perdita visto che son gratis;
in fondo i vecchi sogni, finiti in fondo ai sogni,
è ben che si rinnovino per farne dei migliori.
Ma stiamo sempre attenti, lucidi e brillanti,
potrebbe apparir poi soltanto coi suoi occhi
che benedetta madre Sua di tal bellezza l’ha fornita
a non immaginare che sarebbe diventata,
Fata Dispettosa Strega.
E ancor con numerosi ninnoli, sbrilluccichi e diamanti,
ne fece adorni i suoi delicatissimi
graziosi pure i suoi Orecchi.
Avvertite le tempeste di soffiare tutti i venti,
che riportino alla luce
chiunque si rifugi tra gl’ingannevoli
suoi sapienti trucchi.
All’or dobbiamo ritrovare,
dei Sapienti Antichi,
i Sacri Libri,
sotto polvere dimentichi.
Vengan rispolverati, per bene restaurati,
letti e poi studiati,
da noi o da qualsiasi Essere vivente del Futuro,
ch’è tutta lì raccolta,
la Storia delle Origini dell’Uomo,
delle Scienze Occulte, del Sapere
e Scienza della Fede;
per poter guardare ancora più lontano!
Solo il credere innocente
realizza l’energia che dà ragione
a chi Crede Puro il Credere,
Riconoscendo in Credo La SOL Potenza della Mente.
Tornando a Noi... Scaviamo nei ricordi del passato
tra i vecchi giochi che ci hanno regalato,
guardiamo nei cassetti pure nelle scarpe,
stipate in armadietti, tenute sotto chiave con sospetto.
Da non dimenticare anche nelle forme di un Ariete
potrebbe Ella apparire,
con sproporzionate corna, e in sapienti spoglie
potrebbe anco pure levare l’ali.
Ridiamo a questo gioco,
se non scoperto ancora avremo già il suo nome.
Chiedetelo ai passanti nessuno s’ha da escludere,
nemmeno gli ambulanti, i saltimbanchi,
compreso i mendicanti, che sono ancor di più,
più numerosi delle Stelle, Agli Exstraterrestri,
chissà forse pure...ma’ssi!
anche allì bugiardi, ma state attenti
a non scambiare Asso per Figura.
Magari?!?.. Emigranti?!?
Venuti da un Paese,
senza Religione e senza Santi!
Ai pulcini rossi, gialli e verdi, dell’ isole Canarie,
che sono tanti come i cuccioli pelosi delle pulci,
alle zanzare, che fanno danzar tutti per pizzichi possenti.
E forse scopriremo
il nome della Dispettosa Maga Strega
che spesso si camuffa da nobil principessa,
sotto i Suoi Brillanti e Trasparenti Veli,
celando il brutt’aspetto del suo pensiero vero,
che solo mente pure con se stessa,
solo questo è il vero suo…Peccato!!!
Ditelo alle api coi loro pungoli bacianti,
che succhiando nettare di miele a più di mille fiori,
possono volando, passare la notizia,
a tutti gli Uccellini Perniciosi,
che volano nell’aria in bicicletta.
Così faremo tutti,
riuniremo tutte insieme le notizie,
scrivendo tutto su biglietti bianchi super eleganti,
che metteremo in un gran cesto.
E dalla Maga Circe tutti andremo col carretto,
ma prima le doneremo, un gigante piatto,
fornito di linguine cotte, che ne va Lei molto matta,
condite con il pesto, fatto a Capra Cotta,
e di sicuro rivelerà il vero nome della Maga,
che solo a nominare
annullerà il potere della sunnominata Fata Strega,
che troverete scritto sopra un panno rosso
di un antico vecchio Sommo,
che poi l’immergerete nel pozzo di Beatrice,
che ne sarà di ognuna delle lettere scandite a viva voce, la nuova protettrice,
di quel Segreto e Sacro Nome.
E quando ascolteremo e sol da Lei Sapremo
la giusta traduzione di quel suono
che pronunciato a giorno,
verrà in mente e chiaro a tutti quanti,
pure Tuono il dio Rimbomberà quì in terra,
e per nessuno più, ci sarà la Guerra!
“SOLE!” Grideremo tutti, e Pace sulla Terra,
e luce sopra sotto, e al di là dell’Universo.
Felici finalmente onoreremo, a dare grande festa,
per ringraziare il Sole, la Luce ed il Calore,
che gratuito, da Lui ci vien da Lui donato.
Ma dopo qualche dì,
di nuovo tutti insieme, sull’isola di Andorra
ancor ci rivedremo,
a sotterrar per sempre l’ascia della guerra,
e avere solo pace, nel vivere sereno,
felici e sotto l’ombra!
!
*


FAVOLA DELLO SCIAMANO


Favola dello Sciamano

Presto è tardi! Dissi;... rivolgendomi al mio amico Luccio d’Argento, nome questo, che gli era stato affidato dalla tribù Indiana dei Piedi Neri, così chiamati, perche’ Loro usanza è, intingere con la cenere il cuoio dei Mocassini. Causa la trasudazione, la pelle dei piedi prende lo stesso colore della cenere.
Continuai dicendo: grazie a te questa sera, finalmente conoscerò da vicino un Autentico Sciamano!
E’ sempre stato il mio sogno.
*
A volerlo!... questo sogno!…
Nemmeno a immaginarlo questo dono!
Avendone in avviso da bambino,
dell’inaspettato aspetto crudo della vita
già nel sogno!
Ragione naturale,
a me condusse navigare,
spaziando sull’avviso del Messaggio;
per farne
Un
No, Si, Fosse,
a far che non succeda,
onor del punto Massimo,
rischiando un Uomo Solo;
Solo, condannato! Dritto a Vita Eterna!
Che nell’umana mente,
provoca il pensiero;
la Vita è solo un Primo Passo, che compie l’Esistenza,
nel Suo Continuo Viaggio all’Infinito;
che Territorio di uno Spazio Conosciuto…
Essenza!... Tempo!...
Dove Regina Pace;
in
Equilibrio Esatto!
Punto!
!
*
E’ proprio vero; chi trova un amico trova un tesoro...inoltre parli la loro lingua, avendo avuto la fortuna di aver vissuto con questo Popolo per circa tre anni; così, posso opportunamente provvedermi di un registratore, e quando di ritorno, con tutta calma, potrai per bene tradurmi, tutto quello che andremo ad ascoltare.
E dico: sono più che contento, fortunato e pure... non ti nascondo... emozionato; direi meglio....entusiasta! Per questa particolare spero, non unica occasione.
Camminando a raggiungere il Villaggio Indiano; mille domande rivolsi a Luccio d’Argento, che nonostante lo bombardassi di domande, riusciva a rispondermi sempre con gentilezza, che intelligentemente mi suggeriva di spegnere l’entusiasmo.
Considerando la magia che può svilupparsi, trovandosi in un luogo, che particolare crea fascino, specie riguardo al Misterioso personaggio che presto si andava a conoscere; non sarebbe stato dunque difficile andare lontani con l’immaginazione, perdendo un pò il senso di ciò che in vero la realtà presenta.
Così parlando, e senza alcun’allerta, mi ritrovai con il mio amico nel campo Indiano; forse per incanto o non saprei cos’altro, ci fermammo presso la più grande tenda del villaggio; guardate un po’; proprio davanti al Magnifico Tipì, del nominato, Grande Luminare.
Uomo Religioso, venerato e considerato Sacro dal popolo Pellerossa, che al di là dell’aspetto materiale vive consacrando il valore Spirituale, Sacro della Vita, alla ricerca dell’unica religione; la conoscenza; che porta l’Uomo al giudizio bilanciato dello stesso.
Vivendo nella coscienza di non danneggiare mai, tutto quello che appartiene all’esistenza del creato... tutto!
La particolarità dello Sciamano è legata alla possibilità di comunicare, attravarso un contatto straordinario, con gli Spiriti delle Forze Naturali, che suggeriscono l’intuire degli eventuali fenomeni a venire; un veggente insomma.
Non solo; è anche Consigliere, Dottore, Guaritore del Corpo e della Mente... Un santone, per capirci meglio!
Dunque, all’ingresso del Gran Tipì; dimora dello Sciamano,
due guerrieri Custodi, sorvegliavano l’ingresso; in piedi e con le braccia conserte.
Indossavano elegantissimi rituali costumi tipici, adatti allo speciale evento che presto ha da venire.
I due uomini, alzando la mano destra in segno di saluto,
c’invitarono ad entrare, apprestandosi ad aprire la curiosa porta del Magnifico Tipì, che aveva forma ovale, alta due metri circa, e larga quasi uguale.
Recava in superficie, dipinti che narrano la Storia
dell’antichissimo Popolo che Cammina… Avi Loro!
Entrati nella tenda, fummo presto catturati dall’intenso profumo degli incensi mentre il fumo veleggiava a larghe fasce su tutto lo scenario a noi presente.
A centinaia, teschi di uomo e di animali, di differenti specie, oltre a Monili di diverse e incomprensibili forme,
ricoprivano le pareti interne della Tenda.
Dunque, come dicevamo....ah!
Verso il centro e tutt’intorno, s’intravedevano le sagome dei molti Vecchi Saggi, che affollavano la Sacra Dimora già nominata.
Seduti in terra, e tutt’intorno, man mano, disposti a sedere, sui gradini delle panche, che assumevano forma circolare, interrotte a Ferro di Cavallo, nei pressi dell’entrata, troviamo ben raccolti, i più Giovani Guerrieri Piedi Neri.
Invitati noi, diretti verso il centro, da un accompagnatore
cortese e diligente, dove il fumo è fatto meno denso, appare finalmente chiara, la figura, del Sacro Gran Sciamano.
Circondato, a partire quasi presto dai suoi fianchi, da una Cerchia di Anziani ancor più Anziani, e bello era distinto, per via di lucidissime lunghe penne nere, in vita possedute da uccelli Falconieri, figli delle Aquile dei Fiumi Trampolieri, e adesso fanno vanto solo di se stesse, adornando ed onorando, la Testa del Grand’Uomo, e man mano a scendere, in grado di misura, raggiungendo quasi l’altezza dei talloni.
Un grande fuoco, governa superiore il centro dello spazio interno della Tenda, dove sopra, di tanto in tanto, abilmente lo Sciamano, getta una manciata di bianca polvere brillante che libera fumo piu’ bianco dell’avorio, e scintillante, e vivido il colore nella luce, e verso l’alto lentamente sale, come se sapesse, che lì l’aspetta in centro, un’apertura congegnata apposta.
Una musica assordante riassorbente, che all’improvviso a un lieve cenno dell’Anziano Saggio, presto vien fermata, annunciandone così; il concedo del Consiglio, poi ben presto arriveranno giovani guerrieri, a ricevere dallo Sciamano stesso, istruzioni necessarie per uno Speciale Viaggio che avranno d’affrontare, per raccogliere il Nuovo Frutto, rivelatore di Visioni e Scienze Occulte; questo è il solo cibo, di cui necessita il Grand’Uomo che in assunzione di esso, crea nella sua mente, la giusta condizione, nell’entrare in santità di ricetrasmissione, con il mondo Sensoriale, che appartiene alle Divinità Spirituali, che abitano al di là dell’Umana fantasia!
Tutti in fila e di buon ordine, i Presenti, abbandonano la Seduta, e torneranno lieti ai Beati Sonni con le proprie Amate Mogli e i giovani ancora molto giovani, alle famiglie.
Ma fortunatamente, subito fummo già invitati dallo Sciamano stesso, a sedere accanto ad Esso.
Entrano così, nove giovanissimi guerrieri, che con grazia e devozione s’inchinano salutando, il Grande Vecchio Saggio
che s’impegna a dare inizio ad un antichissimo Cerimoniale; mentre con sapienti ed eleganti gesti, estrae da uno strano sacco, la Sacra Pipa della Pace, dipinta ed intagliata da Lui stesso.
Mischiava al tabacco, particolari erbe, con assai scrupolo e conoscenza da prima preparate, che producevano piacevole, a fumare ed odorando, profumo di Veranda il più antico delle Ande, e dolce il gusto, e allo stesso tempo procurava nel corpo e nella mente, Lucidità, Pace e Serenità e ancor di più... tenere sempre vivo il Ricordo ben presente, del mondo e di se stessi.
Parlando nel presente, come rivivendo di nuovo quei momenti; all’or dell’alba i giovani guerrieri, son già pronti,
istruiti e preparati, ad affrontare il particolarissimo viaggio che li attende, dall’Uom di Spirito descritto ricco, e bene accorto nei dettagli!
Silenzio... ecco che ha inizio la meravigliosa... Fantastica
Reale illustrazione del cammino, dai giovani seguire.
Il Vecchio Gran Stregone, presa una delle borse, che aveva dietro i fianchi; ne versa il contenuto; svelto! Lì, per terra!
Ne vengon fuori cose strane, compreso delle ossa di esseri viventi, che a dire il vero, non so di quale razza, la loro appartenenza.
Piccolissimi ossicini, con gli altri strani oggetti usciti dalla borsa, cominciano muovendosi a prender nuova forma, a diventare chiara immagine che ha corpo in una freccia, e credo, per sana magia, prese ad indicare un giovane, Prescelto tra i Prescelti.
Picciu-Pai; -paiono capricci-, questo è il nome che gli è stato dato in nascita dal padre.
Ma diremo pure, il nome degli altri otto: Monky-Tonk, Pocche-Toc, Taca-Munn, Poca-Nock, To-Macon, Micciu-Pack e Toca-Mon.
Dunque; a conoscenza del fortunato, già sopranominato
giovinetto, presto tutti siamo in piedi, compreso il Grand’Umile Sciamano, a ringraziar gli Spiriti Benevoli
a favor gradito per tale scelta, e buon augurio al Neo - Sciamanino, con auspicio di buon esito per il compito di alta responsabilità che presto verrà affidato.
Seduti di nuovo in terra, restiamo ad ascoltare il Grande Luminare, che così a dar fiato alle sue vocali corde, apre bocca e dice:
“Appena usciti dal villaggio, dopo circa cento metri, a Sud della valle dei Cigni, troverete la Cernia delle Brune Rocce, che precisa attende, sotto la perpendicolare Est, proiettata dalla Madre Stella Guida, e guai a perderla di vista! Nè di giorno nè di notte; sarete così da lei protetti, e non avrete mai paura di niente e di nessuno; ricordate!... al di là della componente, che dall’Uom soltanto è posseduta... altro male non esiste, tutto il resto, appartiene solamente alla Natura, che Conviene al Suo Destino.
Giunti al punto indicato dalla perpendicolare della Stella, sereni nell’attesa, troverete Nove bei Cavalli, che esclusivamente a voi, direttamente sono stati affidati dal Grande Manitoù! Ne possiede solo Dodici, abbiatene perciò scrupolosa cura.
Mangiano soltanto, foglie di Eucalipto di prima Rugiada fresca, hanno il Dono di ascoltare tutto, chiunque, sempre
e dovunque, Essi si trovano; Sono Esseri Divini, chiamati da Lui Stesso, “Cavalli Radariani d’Oltroceano”.
Non nitriscono, nè sbuffano, se san di dar fastidio, e per il ritorno, mangeranno altro differente cibo!
Ma vi dirò appresso… Continuerete per altri mille e trecent’occhio di chilometro per occhio, poi vi fermerete a riposare, ma sempre, uno di voi, a turno resti, a sorvegliare, la Madre Stella Guida.
Al risveglio, quando il Sole comincia il Suo Tramonto,
in visibilità perfetta della Stella, inavvertitamente vi troverete nel villaggio degli Uomini di Giada, che nel vedervi, diventeranno Gialli.
Vi fermerete presso Loro, per rifocillarvi, e mangerete solo foglie di Malva Pollinosa, che allevierà le vostre ansie, spegnendo pure il desiderio della sete, che soddisferete, quando incontrerete, e al fin berrete, il Latte, dell’Asina dell’ Ande, che Lei ne ha molto ed abbondante, in qualità Superba.
Proseguirete dritto; diretti a Punta Valle degli “Gnocchi”...
Uomini Prelibati abitano in quel paese, non sono a conoscenza, di Malvagità alcuna! Lì, troverete Piante di Farina Benriposa, impastata, con l’Acqua del Ruscello di Mimosa.
Fatene buona scorta, in seguito ne farete buone pagnotte che cuocerete sulla brace, pure quando è Notte.
Giunti nel Giardino dei Forni Spenti, anche lì, potreste ancora cuocere del pane, se esclusivamente userete legna verde dell’Albero del Fiume che Scorre all’Incontrario.
Continuando a passo di Leone, vi apparirà il Serpente dalla Testa Illuminata; di Biancospino Diochestino è il suo colore.
Lui e solo Lui, vi condurrà nella città del Gatto di Man, dove Unico in Se Governa, il Solo ad essere Padrone, a pender decisione, di non aver la coda.
Nel tentativo, forse presuntuoso, d’insegnare l’Arte, pure a chi non nasce Sognatore.
Bisogna dire adesso che i suoi Avi, appartenevano Al popolo più Antico degli Antichi, ancor prima i Primitivi.
Tra l’altro si racconta che molto tardi, il Sacro Gatto, arrivò all’appuntamento per salire sulla famosa Arca di Noè e per la fretta poverino, lasciò fuori la sua coda! Sola difficoltà, troverete nel cercarlo, in quanto vive in questa strana Città, dove i gatti sono ancor più numerosi delle Stelle.
Ma sereni e senza fretta, prima o poi lo troverete, intanto, perchè è l’unico a non avere la coda, e poi perchè il suo Manto Folto, Prezioso e Ricco è di colore Trasparente-Verde-Fluorescente, perciò!... Prezioso Ricco, Molto Folto Manto!
Così trovato, seguirete il suo cammino, vi guiderà fin sopra la Città delle belle e amate Stelle.
Bene arrivati, scoprir dovrete fra le tante, quale è la Costellazione Cara, al Grande Manitoù.
Guarderete in alto e in centro, ma solo una, in mezzo a tante, va individuata, tra l’altro è quella luminosa più delle altre.
Ma ben accorti, da non confondervi con una leggermente meno luminosa.
A suggerirlo, è proprio il suo disegno, che mente e la tradisce! Legandola, al ricordo in Stemma, del Principe di Stalla, che appare anch’esso in centro a quattro stelle con immagine evidente di un Mitico Vitello dapprima adorato, già dell’antica Roma.
Da noi, qui in Italia; Italo, è il nome che gli avevan dato, nella zona Calabra, il popolo dei Bruzi.
Ma Quella che a noi, più interessa, pure ne possiede quattro, e ognun di loro ha Sette Punte, disposte sui quattro immaginari angoli di un quadrato, e precisa al centro, ce n’è una a Nove Punte; la più brillante... e delle Stelle tutte.
Meglio conosciuta come....
“Principessa delle Stelle dall’Oriente all’ Occidente”!
La costellazione stessa, ne assume stesso nome.
Proietterà pur essa, ma un Raggio Rosso, indica il luogo da raggiungere: li troverete, bellissimo e possente, il Carro del nostro Grande Manitoù.
Legherete i vostri cavalli all’estrema posteriorità del Carro, che in avanti, altri Tre di colore bianco come gli altri ma pur Giganti, spirano argentato fuoco dalle Lor narici Grosse, e Forti, e Ansanti nella Corsa, vi condurranno senza alcun indugio, sul punto giusto, indicato Fisso, dal raggio Rosso della quinta Stella.
Vi troverete subito di fronte, all’Arco Antico, dei “Perduti Sogni”, e ad un coloratissimo Sakesperiano Arcobaleno.
Cavalcata per intero, tutta la sua curva… scenderete.
Riprendete pure il vostro cammino sui Cavalli, e appena
fatto, davanti a voi si apparirà, la gigantesca Porta dello “Spazio Inconcludente”.
Scorgerete di lontano il bosco degli alberi dalle lunghe foglie Gialle dell’Aurora, tutti voi ne prenderete, per adornarvi il capo e pur la vita.
Intanto giunti ai piedi di questo Giallo Bosco scendete dai Cavalli che ora condurrete sol per mano, inoltrandovi tra la folta vegetazione.
Cammina, cammina, cammina....Putùpù…ffètè!
Arriverete all’ingresso del Piccolo Bosco Divino, circondato da Mille cespugli Velati, e nell’immediato vedrete allor spuntare mille fiori, di qualsiasi specie, e tutti i lor Colori, pure immaginari.
Liberi lascerete gli amati bei Cavalli, ma prima sussurrerete nelle Loro Orecchie, dicendo: per ora dobbiamo salutarci; presto saremo di ritorno, sappiamo, che buoni resterete nell’attesa, cibatevi pure in abbondanza delle erbe Magiche di questi luoghi, e sarete ben nutriti e forti, nell’affrontare felici, il lungo buon viaggio di ritorno.
Ma prima di avvicinarvi al Prato del Divino, laverete i vostri piedi con foglie di Lattuga Levitosa, di lì appresso troverete un piccolo ruscello dove spuntano le bacche della Cicala Canterina, che senza dubbio riconoscerete per la strana forma, e per l’insolito colore Brizzoloso, e poi di queste foglie, ne masticherete per un tempo di dieci battiti del cuore; perciò espellerete il succo, e il quantitativo che ne resta, nelle vostre bocche, è sufficiente ad annullare il vostro peso, affinchè non calpestiate a cattivo danno, le Piante Sacre alla Luna del Divino Prato, e degli altri Dei tutti.
Grande, lo spettacolo vi attende, nel vedere trasformare di continuo la forma ed il colore, di quelle Piante Decorose.
E ancor più avanti, incontrerete il Coccodrillo dalle “Fauci Incandescenti e Denti di Cristallo” e a Lui sol, voi donerete, la Foglia d’Eva Trasparente Detergente, ch’è fresca, e alla Menta, che facilmente troverete, all’ingresso del Giardino perchè sono del colore di un Frescomentolino.
Dal nulla, apparirà, lo Gnomo delle Acque, che lieve intorpidiscono la mente; Darà a voi l’invito, presso il Suo Ruscello a berne un sorso; darà a tutti voi Coraggio e maggiore Devozione.
Continuando a camminare scorgerete il “Frutto Magico”, che emana luce assai particolare e che per primo, dal giovane Picciu-Pai verrà individuato, che unico resterà di fronte al fiore, mentre gli altri, dietro lui, si adageranno in terra a formar corolla come Girasole, ma prima intingerete la pelle vostra di egual colore delle foglie, già dagli alberi raccolte per adornare capo e vita; ricordate? Mentre il giovane Sciamanino, inizia ancora in piedi, a ringraziar le forze degli spiriti nascosti per ulterior pudore, agli ancora impuri vostri occhi, per aver dato a se stesso e agli altri giovani, il privilegio di scoprire, di quei Sacri luoghi la Bellezza!
Ci siamo quasi...ecco che il prescelto si china lentamente verso il Fiore che illumina il suo corpo ed il suo viso con luce che fibrillante intermittente come quella delle Lucciole, ma più brillante assai degli Orecchini dei Zualù; un popolo scomparso a mezzogiorno cavalcando sopra i muli delle strade di Babbù!
Adesso Picciu-Pai, da solo parlerà col Fiore, che dà Potere Superiore e Conoscenza; usando uno stranissimo, incomprensibile linguaggio, anche per i suoi compagni, ma il suono di quei suoni, di parole mai sentite, lasciano capire chiaro, l’intento di un messaggio premuroso di Preghiera che ad immaginare pressapoco dice: Mio bene amato Fiore, per nulla al mondo vorrei ti procurare male, ma l’Uom di Spitito del Popolo Mio Amato, ha necessariamente bisogno di mangiarti e attraverso le Magiche Sostanze che Tu possiedi, e passando nel Suo stomaco, che poi raggiungeranno la sua Mente; così darà a noi, le informazioni giuste, per continuare a vivere nella pace, e in armonia con tutto il resto.
Ancor di più pregando; continua lo Sciamano: e avvicinandoti con mano, vicino al gambo che sostiene il Fiore, aprendo l’indice ed il pollice, velocissimo e sicuro, dopo le preghiere a lui rivolte, e queste l’ultime parole:
Che possa, Dio Natura, che ho pregato,
dare a me la forza d’estrazione,
e non un sol dolore
al nostro Caro Fiore!

Così chiudendo le due dita, presto e bene, è separato il Frutto, per un altro Frutto.
Aprirai così la borsa, legata a un fil di cuoio che tieni intorno al collo, che all’interno è rivestita con morbida pelliccia di Coniglio, il solo nato tra le Nevi Azzurre; così, ben protetto e custodito, tornerete a prendere i Cavalli, e appen montati, spunteranno Loro Gigantesche Ali, e dai Loro Zoccoli, spumante schiuma viva di brillanti ne uscirà, e presto di ritorno, sarete al nostro campo.”””
Questi giovani, che tal difficil compito hanno assolto, adesso Sono Fieri Forti Eroi! Capaci di aver dato ancora al proprio Popolo, onore e assai coraggio, ad affrontare ancora il giorno, in sane forze, e gioventù futura!