
Il Fiore delle Stelle
I Maghi in su le scale,
in terra svelti riversavano,
degli Avi il Fuoco Antico, che veniva fuori
dalle Loro Grandi Bocche,
di quelle Sagge e Amate…
le Gigantesche Giare.
Il fiume arrivò in piena;
rapida la grande massa rossa,
a tale avviso,
si alzò in alto verso il cielo,
a prender forma di un’immensa sfera,
formata da uccellini, di un volo speculare,
complici, di mille Pesci Ambrini,
anch’essi alla ricerca
di ventre protettivo,
nel guscio di una notte repentina.
Tutti si fermarono a guardare
quel che succedeva in cielo,
per via di questa grande sfera che brillava
illuminata dalla luce della luna,
che rifletteva sull’ali assai dorate, di tutti gli uccellini,
e sulle argentate pinne degli Ambrini pesciolini;
proiettando a specchio, in tutto l’emisfero,
questa immagine perfetta,
che si sdoppiava adunque per magia,
per altre ancora cento e mille sfere.
Sembravano lanciate a girotondo,
mosse dalle mani,
di un Antico, Esperto Mago Giocoliere,
avanti e poi ritorno, di un gioco indefinito
e senza tregua, a perdersi in eterno,
l’immagine smarrita,
in quello Eterno, Lungo Spazio Universale.
Scimmie scoiattoli e scorpioni con la foga dei leoni
discutevano il problema di Archimede;
”Se affogherà la Terra o meno,
gettandola nel suo profondo mare sconosciuto!“
Rispondere dobbiamo a questo enigma,
araldo e bando, promossi entrambi,
scesero in paese,
e specie nella principale piazza,
con tutti i vecchi consiglieri;
sindaco, assessori e finanzieri, banda musicale,
e una delegazione straordinaria di piccoli barbieri.
Un popolo sconosciuto,
che aveva già da tempo, appreso la notizia,
subito si apprestò, presentandosi al centro del paese,
che un gran premio c’era in palio a fine mese,
e per installar le invisibil loro giostre,
prima che arrivassero gli Alti Popoli del Nord,
purchè giocasser Puro, li Bambini Trasparenti,
figli di una notte, senza nome e senza mente.
Intanto a scimmie, scoiattoli e scorpioni,
si aggiunsero persone di ogni grado e risma,
che parlavano animosamente,
per trovare tra mille soluzioni la più giusta,
e chi più ne sapeva ne metteva;
ma non era stata già trovata soluzione,
che dalla volta brillantina
dell’emisfero alato della luna,
vedemmo si apparire sui carri di Selene
il Fiore delle Stelle che illumina la Terra.
E presto fu di nuovo giorno.
Intanto a pregare Iddio,
con le orecchie aguzze e l’ali trasparenti,
simili a quelle delle mosche ballerine,
gli Elfi pregavano, implorando che Gran Pace
arrivi in terra, ancor prima immaginare di far festa
per questo evento di Magnifica Maestà,
che tutti sperano presto arriverà.
Ma una fata dispettosa prese il Fiore e lo nascose.
Grave è il danno!
Bisogna presto ritrovarlo... disse il Bianco Vecchio
Saggio del Paese,
che aveva in testa un gran cappello a tre pizzute punte
con forma unica, a cono di gelato, ed era ricoperto
di lucciole e lanterne, così pure il suo vestito,
e in punta ai lunghi baffi,
due sfere di Mercurio Alato per adorno.
In una delle sette otto mani
aveva il suo bastone, che agitandolo parlava,
mentre sugli estremi, tre teste d’aquila
con coda di leone, infine dopo apparse,
e lì lì, spuntavano criniere di cristallo.
Finalmente il Vecchio aprì la sua oscura bocca,
spiccando i suoi tremila denti bianchi
forgiati tutti su ceramica, oro e un pò d’argento.
In piedi e dritto, con lo sguardo lungo del pensiero,
e ben’accorto nel parlare,
con voce microfonica dal diaframma amplificata,
e fotre e tonica ci disse:
“Dimentichiamo per un po’ il nostro molto amato
Astronomo Inventore Scienziato e Matematico
Archimede,
nato mille lune prima a Siracusa,
lasciando a noi da spendere comodo del tempo
per arrivare a soluzione sul tema che ci ha dato”.
Ora a noi riconquistar la luce assai più ci conviene
che solo il beneamato Fiore a noi ci può concedere.
Tutti avremo un gran da fare, affinchè torni,
Navigando, Camminando ed Esplorando,
viaggiando in verticale e in orizzonte,
dalle Americhe alle Australie, e pure d’oltre Oriente.
Solo così potremmo ben sperare
nel poter riavere gioia e vita,
specie per la felicità dei nostri bimbi
e per tutti quelli sparsi per il mondo
che all’istesso modo a noi ci preme
che questo avvenga per tutti nostri figli,
nati in questa terra e in altre sconosciute.
Il Fiore al suo ritorno,
asciugherà le nostre lacrime, rinvigorendo il cuore,
ridonando al mondo intero, Pace e Puro Amore.”
E continuò il discorso:
“Bisognerà scoprire, disse;
Chi è la Fata Dispettosa Strega,
Come si Chiama,
dove e dietro quante forme e insidie si nasconde,
se sotto mille fronde che posson diventar rotonde,
o nei giacigli verdi dei conigli
giammai nascosta tra i capelli delle Spose,
oppure in mezzo a tanti mazzi di mimose,
gialle e pure verdi, mischiata ai pizzi delle rosse rose
e ancor pur, nei grappoli dell’uva,
potrebbe Lei imboscarsi
nella sua amata e inaccessibile dimora.
Da non scartar mai nulla
guardiamo pure fra i dorati riccioli degli Angeli,
non si sa mai dove può essersi riposta,
magari dietro un angolo che gira ad ogni sua richiesta,
dove ad attenderci è una trappola,
da un Orco sorvegliata notte e giorno
che cattura chiunque capita a tiro di sua vista,
e senza alcuna fretta,
farebbe noi sparire in gruppi spalmati sopra i tetti.
Perciò dobbiam scoprire, a tutti i costi,
chi è la Fata Strega Dispettosa.
Assai ed importante
sapere quale in nascita è il suo nome.
È tutto in questo nome,
nascosto è il gran il segreto
che ci darà la chiave per riaver di nuovo luce.
A tutta vista chiederem l’aiuto,
e a tutti gli abitanti che vivono nel mondo,
anche sconosciuti quelli,
e agli altri inesistenti, che vivono soltanto,
nelle nostre menti.
Chissà se questa Strega a ben saperlo,
questo popolo del Sogno,
butterebbe tutto sulla brace di un grande caminetto,
e dopo due minuti,
sarebbero indorati e fritti tutti!
Vabbè, tanto son soltanto sogni.
Non sarebbe grave perdita visto che son gratis;
in fondo i vecchi sogni, finiti in fondo ai sogni,
è ben che si rinnovino per farne dei migliori.
Ma stiamo sempre attenti, lucidi e brillanti,
potrebbe apparir poi soltanto coi suoi occhi
che benedetta madre Sua di tal bellezza l’ha fornita
a non immaginare che sarebbe diventata,
Fata Dispettosa Strega.
E ancor con numerosi ninnoli, sbrilluccichi e diamanti,
ne fece adorni i suoi delicatissimi
graziosi pure i suoi Orecchi.
Avvertite le tempeste di soffiare tutti i venti,
che riportino alla luce
chiunque si rifugi tra gl’ingannevoli
suoi sapienti trucchi.
All’or dobbiamo ritrovare,
dei Sapienti Antichi,
i Sacri Libri,
sotto polvere dimentichi.
Vengan rispolverati, per bene restaurati,
letti e poi studiati,
da noi o da qualsiasi Essere vivente del Futuro,
ch’è tutta lì raccolta,
la Storia delle Origini dell’Uomo,
delle Scienze Occulte, del Sapere
e Scienza della Fede;
per poter guardare ancora più lontano!
Solo il credere innocente
realizza l’energia che dà ragione
a chi Crede Puro il Credere,
Riconoscendo in Credo La SOL Potenza della Mente.
Tornando a Noi... Scaviamo nei ricordi del passato
tra i vecchi giochi che ci hanno regalato,
guardiamo nei cassetti pure nelle scarpe,
stipate in armadietti, tenute sotto chiave con sospetto.
Da non dimenticare anche nelle forme di un Ariete
potrebbe Ella apparire,
con sproporzionate corna, e in sapienti spoglie
potrebbe anco pure levare l’ali.
Ridiamo a questo gioco,
se non scoperto ancora avremo già il suo nome.
Chiedetelo ai passanti nessuno s’ha da escludere,
nemmeno gli ambulanti, i saltimbanchi,
compreso i mendicanti, che sono ancor di più,
più numerosi delle Stelle, Agli Exstraterrestri,
chissà forse pure...ma’ssi!
anche allì bugiardi, ma state attenti
a non scambiare Asso per Figura.
Magari?!?.. Emigranti?!?
Venuti da un Paese,
senza Religione e senza Santi!
Ai pulcini rossi, gialli e verdi, dell’ isole Canarie,
che sono tanti come i cuccioli pelosi delle pulci,
alle zanzare, che fanno danzar tutti per pizzichi possenti.
E forse scopriremo
il nome della Dispettosa Maga Strega
che spesso si camuffa da nobil principessa,
sotto i Suoi Brillanti e Trasparenti Veli,
celando il brutt’aspetto del suo pensiero vero,
che solo mente pure con se stessa,
solo questo è il vero suo…Peccato!!!
Ditelo alle api coi loro pungoli bacianti,
che succhiando nettare di miele a più di mille fiori,
possono volando, passare la notizia,
a tutti gli Uccellini Perniciosi,
che volano nell’aria in bicicletta.
Così faremo tutti,
riuniremo tutte insieme le notizie,
scrivendo tutto su biglietti bianchi super eleganti,
che metteremo in un gran cesto.
E dalla Maga Circe tutti andremo col carretto,
ma prima le doneremo, un gigante piatto,
fornito di linguine cotte, che ne va Lei molto matta,
condite con il pesto, fatto a Capra Cotta,
e di sicuro rivelerà il vero nome della Maga,
che solo a nominare
annullerà il potere della sunnominata Fata Strega,
che troverete scritto sopra un panno rosso
di un antico vecchio Sommo,
che poi l’immergerete nel pozzo di Beatrice,
che ne sarà di ognuna delle lettere scandite a viva voce, la nuova protettrice,
di quel Segreto e Sacro Nome.
E quando ascolteremo e sol da Lei Sapremo
la giusta traduzione di quel suono
che pronunciato a giorno,
verrà in mente e chiaro a tutti quanti,
pure Tuono il dio Rimbomberà quì in terra,
e per nessuno più, ci sarà la Guerra!
“SOLE!” Grideremo tutti, e Pace sulla Terra,
e luce sopra sotto, e al di là dell’Universo.
Felici finalmente onoreremo, a dare grande festa,
per ringraziare il Sole, la Luce ed il Calore,
che gratuito, da Lui ci vien da Lui donato.
Ma dopo qualche dì,
di nuovo tutti insieme, sull’isola di Andorra
ancor ci rivedremo,
a sotterrar per sempre l’ascia della guerra,
e avere solo pace, nel vivere sereno,
felici e sotto l’ombra!
!
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